lunedì 14 giugno 2010

Fini contro il lavoro nero degli stranieri

Il presidente della camera Gianfranco Fini, durante la presentazione del rapporto sul lavoro nero a palazzo Madama, ha dichiarato che si auspica in tempi brevi riforme adeguate per contrastare il lavoro nero, specie se straniero.

Per farla breve il Presidente della Camera ha fatto capire che bisogna liberare i lavoratori stranieri dalla piaga del lavoro nero, facilitare le procedure per l'ottenimento della cittadinanza, e concretizzare la loro integrazione nella società italiana. Insomma i soliti discorsi pro-immigrazione a cui ci ha abituato il Fini.

La nostra classe politica politicamente correta ci vuole inculcare fino alla nausea il fato che gli immigrati sono un risorsa per il nostro paese, e per questo devono diventare parte integrante del popolo italiano, quindi anche gli stessi diritti.

Questa gente, con il loro pietoso buonismo, vuole trasformare il popolo italiano in un minestrone multi-etnico.

Certamente il lavoro nero è da contrastare, perchè irrespettoso dei diritti del lavoratore (turni massacranti e paghe inferiori) e dannoso anche per l'economia nazionale.
Se facciamo caso la maggiorparte dei lavoratori in nero sono stranieri, perchè?
Per il semplice fatto che gli stranieri (molti dei quali irregolari) - venuti in Italia per guadagnare soldi (da spedire in patria) per garantire un migliore tenore di vita a loro stessi e ai loro famigliari - e quindi disponibili a fare lavori con turni massacranti e malpagati (meno di 500 euro), che gli italiani non vorrebbero fare.

Gli schiavisti datori di lavoro di certo non assumono gli stranieri, perchè sono bravi lavoratori, ma perchè costano poco ed hanno poche preteste.
Quindi se i lavoratori stranieri ottengono la stesse paghe e gli stessi diritti dei lavoratori italiani, cosa se ne fanno ancora gli imprenditori italiani?

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