Stando al censimento, commissionato dal Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, l'attuale parco auto della pubblica amministrazione - dal Quirinale al ultimo comune di montagna - sarebbe composto da 90 mila auto, non 620 mila come dicevano le associazioni dei consumatori.
A questo scopo mesi fa il Formez PA allestì un questionario che venne inviato a 9.199 amministrazioni (di cui quasi 8.500 erano i comuni), ed al momento hanno risposto in misura del 26%, pari a 2.421 enti. Secondo le stime del ministero i dati definitivi si avranno per fine luglio.
Quindi?
A spese dei contribuenti italiani ci sarebbero 90 mila auto blu. Certamente molto meno di quello che prospettavano le associazioni dei consumatori, ma lo stesso sono troppe, rispetto ad altri paesi occidentali. Le 90 mila auto blu sono da suddividere in tre categorie: 1) auto "blu blu", a esclusiva disposizione dei politici (Brunetta a preferito dire "gli eletti") dal Capo dello Stato in giù, per un totale di 10 mila auto; 2) auto "blu", a disposizione esclusiva o condivisa degli "alti paveri" (secondo la definizione del ministro): dirigenti, altissimi ufficiali, burosari di prima fascia, eccettera, per un totale di 20 mila auto; 3) auto "grigie", che sono a carico delle Pubbliche Amministrazioni, che servono solo per lavorare, per un totale di 60 mila auto. Tuttavia da tale sono escluse le auto delle Forze di Polizia, le ambulanze, scuolabus e simili.
Quanto si spende?
In media un singola auto blu costa circa 3.300 euro l'anno, per un totale 297 millioni, senza contare gli autisti, che ricandono sulle spese personale, che sono diversamente distribuiti: le auto "blu blu" ne avranno almeno 3, quelle "blu" ne avranno almeno 2, e quelle grigie nessuno. Inoltre bisogna aggiungere le spese per il carburante, che è la voce di costo più ingente, sopratutto per le auto "blu blu" che spendono in media 8.000 euro l'anno.
Il ministro ha precisato che quando si avranno i dati definitivi (si dice per fine luglio), si deciderà sul da farsi. Per il momento si sta pensando ad una regolamentazione più stringente sull'uso delle sirene e delle palette che consentono alle auto blu-blu di crearsi un varco nel traffico urbano, ma percepite da cittadini (che se lo devono sorbire quotidinamente) come un'assurdo privilegio.
I dati del censimento sono già disponibili sul sito del Ministero della Funzione Pubblica. Questi dati (non ancora definitivi) sono stati contestati dalle associazioni dei consumatori, che dennunciano un parco mezzi di mezzo millione di vetture.
A mio giudizio 90 mila auto sono troppe.
Spero che il ministro, appena giungono i dati definitivi, faccia proposte concrete per riddure questo assurdo spreco (pagato da cittadini onesti che lavorano e pagano le tasse), e che non sia solo un slogan (come quelli del ministro Calderoli). Oltre che a ridurre il numero di veicoli bisognerebbe regolamentarne l'uso, infatti spesso vengono usate per altre cose (vedesi il caso Marazzo) che non hanno niente a che fare con l'attività politica e ridurre il numero di autisti. Inoltre dovrebbero essere comprate in leasing (come fanno le aziende private), e preferendo solamente auto italiane (FIAT), con motorizzazione disel (o perchè no a gas) non superiore ai 2.0 CV.
Della questione auto blu se ne riparlerà appena giungerano i dati definitivi.
sabato 26 giugno 2010
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